Segnalazione: “L’italiana che salvò il mondo” di Emanuela Molaschi

L’italiana che salvò il mondo
di Emanuela Molaschi

Genere: Narrativa/Adolescenti
Disponibile su Amazon in ebook e cartaceo.

Trama: Dopo 10 anni, una giovane italiana è nuovamente ospitata da ricchi irlandesi. Fra invidie e vecchi rancori, la ragazza scoprirà un piano pericoloso per tutta l’umanità.
Questa è un’opera di fantasia nata durante il 2020, è liberamente ispirata a Nel Bianco di Ken Follett.

Potreste vederla come una fan ficton partorita in un momento difficile come quello che si viveva in quell’anno.
La fantascienza consiste nell’immaginare cosa sarebbe successo se un virus letale capace di creare una pandemia, non fosse mai stato liberato. L’idea nasce da qui. Rivedere durante il lock down la miniserie NEL BIANCO , mi ha dato una mano.
Per quel che concerne la malattia citata è reale e ciò che si può fare nonostante essa lo è altrettanto. Questa malattia è ciò che affligge me. L’ho inserita nella storia perché se ne parla troppo poco, non si è ancora in grado di riconoscerla facilmente e di dare efficaci cure per rendere tutto più vivibile. Spero di poter sensibilizzare i malati in modo che non si nascondano più. Non è vero che chi ha la fibromialgia poi torna SEMPRE al suo peso. C’è chi non torna più indietro nonostante l’impegno. Chi ha questa versione della malattia, ho notato, tende a nasconderla più degli altri con la stessa sindrome. Anche per quel che riguarda la strana forma di fotofobia che ho vale la stessa cosa. Spero che presto ci sia un mondo libero da FIBROMIALGIA E FOTOFOBIA.

Estratto: “I tuoi arriveranno ed io conoscerò entrambi e capirò il tuo dolore. Sai perché ero così e io saprò…” iniziò Kit. “Ti comportavi male. La malattia di tua mamma non c’entra niente.” “Sì, mi piaceva darti fastidio.” “E continui. Hai la mia password, la mia foto e poi hai le mie canzoni.” “Sì, so tutto, ma hai pensato a come faccio?” “No. Quello che volevo che mi dicessi era come facessi a sapere e a tenere tutte le cose che sono mie e che non avresti dovuto avere più.” “Mi piacevi e mi piaci anche ora.” rispose Kit, dicendo la cosa più difficile da spiegare di tutta la sua vita. “E, per piacermi, non potevi cambiare?” replicò Lea, seccata. “Non riuscivo.” “Lo hai fatto quando eravamo prigionieri.” “Anche tu eri diversa quando combattevamo.” “Per te.” dissero entrambi. Lea si allontanò quando lui si avvicinò. “Non posso.” “Come non puoi?” “Non ho mai baciato nessuno.” “Aspetto da dieci anni di farlo per la prima volta. Sei più tranquilla?” Lea acconsentì. Il bacio finì prima dell’arrivo dei genitori e il signor Giovanni non ne venne a conoscenza. Quando arrivò, fu accolto con gioia da tutti. Il signor Walsh ringraziò l’italiano per essersi integrato e aggiunse che non era costretto a rimanere vestito con il gonnellino. Il signor Giovanni rimase stupito. Era lui che gli aveva mandato la mail. Mostrò il foglio che aveva stampato. Il signor Walsh negò di aver inviato quella mail. I figli fecero la stessa cosa e anche i nipoti. Tutti allora guardarono Kit. Lui era l’unico che avrebbe potuto hackerare la posta del padre. “Scherzetto!” disse lui, correndo verso camera sua il più veloce che poté. Quando tornò per mangiare, tutti uscirono e lo costrinsero a giocare a palle di neve come penitenza. Quelle furono le migliori vacanze di Natale per gli Walsh e per gli ospiti. Sarebbero state ricordate per tutta la vita. La medicina funzionava lentamente, ma aveva buoni risultati e Lea disse di voler restare in Irlanda per altri periodi di studio. Il signor Giovanni era stupito, ma per vedere la figlia guarita accettò. Kit fece a Lea un computer uguale al suo perché le piaceva. Ora erano conosciuti come quelli della valigia. A volte, durante l’inverno, quando nevica e magari è festa, capita di vedere due ombre nella neve. Una è un ragazzo e l’altra è una ragazza, entrambi hanno in mano una valigia. Chi si perde in giornate di quel tipo spera sempre di vederli perché si salva trovando un riparo. Nel bianco, due figure scure con una valigia: salvatori dei viaggiatori durante le bufere perché ormai si sa che servono super forza e super mente per salvare molta gente. Nel bianco, due persone con la valigia van portando a tutti la felicità.