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Autori famosi che hanno pubblicato con uno pseudonimo: un gioco di maschere letterarie

Oggi voglio parlarvi di un argomento intrigante nel mondo della letteratura, ovvero: autori famosi che hanno deciso di pubblicare i loro capolavori sotto uno pseudonimo.

Nota: questo argomento è trattato anche nell’ultima puntata del mio Podcast, che potete ascoltare su Instagram e TikTok. Ma anche nelle Curiosità letterarie di Febbraio 2024.

È incredibile pensare che dietro alcuni dei libri più celebri si nasconda un nome diverso, un’identità nascosta che aggiunge un alone di mistero e fascino alla loro opera.

Nella storia della letteratura, molti autori hanno scelto di celare la propria identità dietro uno pseudonimo per diverse motivazioni. Tanto mistero ha spesso alimentato la curiosità dei lettori e, in alcuni casi, contribuito al successo delle loro opere. Ma quali sono gli pseudonimi più celebri della letteratura?

Le motivazioni dietro lo pseudonimo

Le ragioni che portano un autore a pubblicare con uno pseudonimo sono diverse (nel Podcast n.2 trovate il mio punto di vista). In alcuni casi, si tratta di una scelta legata al contesto storico e sociale. Nel XIX secolo, ad esempio, era diffusa la convinzione che le donne non fossero in grado di scrivere opere di valore. Per questo motivo, molte scrittrici, come Mary Ann Evans che adottò lo pseudonimo di George Eliot, scelsero di assumere un nome maschile per avere accesso al mondo letterario.

Altre volte, lo pseudonimo è utilizzato per proteggere la propria privacy o per differenziare generi letterari. Agatha Christie, ad esempio, pubblicò alcuni romanzi rosa con lo pseudonimo di Mary Westmacott per evitare di confondere i suoi lettori affezionati ai gialli.

Infine, lo pseudonimo può essere una scelta artistica, un modo per creare un’identità letteraria alternativa e giocare con la propria persona pubblica. Italo Svevo, ad esempio, era lo pseudonimo di Ettore Schmitz, che scelse questo nome per sottolineare la distanza tra la sua vita borghese e la sua vocazione letteraria.

La letteratura pullula di pseudonimi celebri.

Tra i più noti ricordiamo:

J.K. Rowling: il vero nome della creatrice di Harry Potter è Joanne Rowling.
Stephen King: il maestro dell’horror ha  pubblicato alcuni romanzi con lo pseudonimo di Richard Bachman.
Lewis Carroll: il matematico Charles Lutwidge Dodgson inventò questo nome per firmare le sue opere di fantasia, come “Alice nel paese delle meraviglie”.
Mark Twain: lo scrittore americano Samuel Clemens utilizzò questo pseudonimo per tutta la sua carriera.
Voltaire: il filosofo e letterato francese François-Marie Arouet si firmava con questo nome per sfuggire alle persecuzioni religiose.

Altri:

Banana Yoshimoto: pseudonimo di Mahoko Yoshimoto
Elena Ferrante: pseudonimo di (nome sconosciuto)
Liala: pseudonimo di Amalia Flora Muratori
Stendhal: pseudonimo di Marie-Henri Beyle
Alda Merini: pseudonimo di Maria Alda Marina Merini
Arthur Rimbaud: pseudonimo di Jean Nicolas Arthur Rimbaud
Charles Baudelaire: pseudonimo di Charles Pierre Baudelaire
J.D. Salinger: pseudonimo di Jerome David Salinger
Lord Byron: pseudonimo di George Gordon Byron
Marguerite Yourcenar: pseudonimo di Marguerite Antoinette Jeanne Ghislaine Cleenewerck de Crayencour
Pablo Neruda: pseudonimo di Neftalí Ricardo Reyes Basoalto
Rainer Maria Rilke: pseudonimo di René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke
T.S. Eliot: pseudonimo di Thomas Stearns Eliot
Umberto Saba: pseudonimo di Umberto Poli
Leone Tolstoj: pseudonimo di Lev Nikolaevič Tolstoj

Oltre il nome: l’importanza dell’opera

Al di là del fascino e del mistero che circonda gli pseudonimi, ciò che conta davvero è la qualità dell’opera letteraria. Questi autori, con i loro veri o falsi nomi, hanno dato vita a personaggi indimenticabili e storie che continuano ad appassionare lettori di tutto il mondo.

E tu, hai mai letto un libro scritto da un autore con uno pseudonimo? Quale ti ha colpito maggiormente?

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Aura Conte

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