Aura Conte - Chick Lit & Suspense

ESTRATTO: Confetti Rock & Roll

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Confetti Rock & Roll

Lei è la pecora nera della famiglia.
Lui è l’idolo sexy delle teenager.
Sarà guerra aperta o un mix esplosivo?

Genere: Commedia romantica, Music Romance, Humor, Chick lit.
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“Confetti Rock & Roll” di Aura Conte
© Copyright 2021 Aura Conte – Tutti i diritti riservati.

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Tra i piaceri della vita,

solo all’amore la musica è seconda.

Ma l’amore stesso è musica.

– Aleksandr Puskin –

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Capitolo 1

Katie Reid

Ogni giorno che passa è un passo verso quello dell’Apocalisse.

La data fatidica in cui mia sorella maggiore si sposerà.

Se il tablet tra le sue mani potesse parlare, racconterebbe storie degne del miglior film horror. In fondo, non è poi tanto comune essere l’arma di distruzione di massa di una dittatrice psicopatica con problemi di ansia.

Mi riferisco sempre alla stessa persona… ovviamente.

Colei che tutto programma e tutto comanda. Miss scalette da rispettare alla lettera. La perfezione fatta donna, a suo dire.

Sua maestà Vera Reid, la quale in questo momento ci sta facendo impazzire per l’organizzazione dell’ultimo matrimonio… prima del grande evento di importanza interplanetaria, che coinvolgerà lei e quel povero pasticcere masochista del suo futuro marito, James Grant.

Un altro mezzo pazzo che si unisce alla nostra famiglia… seguono altri due malati di mente, rispettivamente partner delle altre sorelle.

La gente è fuori di testa, questa è la verità. Anche i soggetti più insospettabili alla fine cedono e si fanno distruggere la vita da relazioni o addirittura, matrimoni!

«Dopo il quinto brano, non il quarto o il sesto, il padre della sposa dei Bradford farà una sorpresa alla figlia, annunciandola al microfono. Capito?» domanda Vera per la centesima volta a tutte noi, giusto per restare in tema.

Ci troviamo nel suo ufficio all’interno del nostro showroom, Confetti. Il quale ultimamente appare come un gigantesco deposito di scatole, pizzi, merletti e oggetti vari a tema matrimonio.

«Sì…» sussurra Alyson, massaggiando il suo ventre.

È incinta di quasi sette mesi di uno dei due pazzi sopra menzionati, Warren Hills. Conosciuto stilista di alta moda, ex playboy, ricco e VIP. Un uomo che ha osato sfidare tra l’altro la morte, proponendo a Vera di rimandare il matrimonio per sposare Alyson in una cerimonia intima.

Una cinquantina di persone, in pratica… visto che per colpa delle mie sorelle stiamo acquisendo parenti da tre anni, come se non ci fosse un domani.

Non c’è bisogno di raccontare come si sia conclusa la sua proposta… già è fortunato di essere vivo.

«Avete capito?» strilla Vera, continuando a leggere la playlist del matrimonio dei Bradford, da me stilata con gli sposi ieri pomeriggio.

«Se lo domanda di nuovo, giuro che per ripicca partorisco al centro della pista da ballo del suo matrimonio!» si lamenta a bassa voce Carol, coprendosi la bocca. Anche lei è incinta, di appena sei mesi.

Futuri marmocchi che cercano già di appiopparmi come figliocci e come futura babysitter, perché la zia single.

I periodi di merda arrivano con tre disgrazie alla volta, dicono.

Tuttavia, a noi della famiglia Reid piace abbondare… e il numero di drammi raggiunge di solito i quattro o i cinque.

Per tale motivo, dopo gli ultimi mesi trascorsi, sono certa di essere agli albori dell’Apocalisse.

Tale, però, non penso che comprenderà palle di fuoco che piovono dal cielo, demoni che torturano le persone e altro.

No, quel tipo sarebbe comune, facile… gestibile.

Il concepimento delle due future bestioline infernali e il matrimonio di Vera sono già tre segni che preannunciano il peggio… per me e anche per loro!

Nemmeno la nascita del proprio figlio sta infatti esonerando Carol o Alyson dal prendere parte al matrimonio della dittatrice.

Vera sarebbe capace di ucciderle davanti a tutti gli invitati.

Dio mio, ancora non comprendo come possa James commettere un errore del genere!

James, il suo fidanzato, sembra una persona normale… è un po’ stronzo alle volte, sì, ma va benissimo per sopravvivere in questo sporco mondo.

Ha anche un bel lavoro… è proprietario del luogo di perdizione e tentazione di fianco al nostro, il Delicious Sin. Un nome che sembra un mix tra un locale per spogliarelliste che si cospargono il corpo con la panna… e una pasticceria.

Spesso e volentieri, noi sorelle minori abbiamo cercato di convincerlo a scappare… eppure, lui è convinto.

Forse, avrebbe dovuto chiamare il suo locale Delicious masochist, avrebbe decisamente più senso.

Non che io odii mia sorella, ma mi rendo conto di quanto possa diventare una rottura di palle… quasi ogni giorno della sua vita.

«Katie, non distrarti!» mi richiama la dittatrice.

«Ti sto ascoltando… purtroppo» ribatto, beccandomi un’occhiataccia da serial killer.

Inizio a invidiare Aly e Carol… almeno loro avranno una scusa per non starle dietro, in fretta e furia, nelle prossime settimane. Io non potrò nemmeno inventarmi una visita medica… o qualsiasi altra cavolata da donna incinta.

«Seguite la scaletta!» ci richiama Vera, di colpo e di nuovo. «Il matrimonio dei Bradford al Weston Inn sarà la prova generale per il mio, visto che entrambi si terranno nella stessa location.»

«Sì, lo sappiamo… lo sappiamo» replica Carol, annuendo. «Dobbiamo far filare tutto liscio e stare attenti ai possibili problemi, così che non si ripetano durante il tuo matrimonio… anche se saremo le damigelle e festeggeremo, organizzeremo ogni singolo dettaglio.»

«Non essere così saccente con me! Voglio soltanto che nessuno sia insoddisfatto!» la richiama nostra sorella maggiore con aria inacidita.

Ecco che giunge a noi la strega dell’Est.

Fra poco diventa verde, me lo sento!

«Tu… soprattutto!» tossisco, biascicando tale frase.

«Un giorno ti sposerai anche tu, Katie, e noi saremo tutte qui… a pianificare ogni singolo dettaglio del tuo matrimonio. Ricordalo!» mi fa notare Vera, aguzzando gli occhi.

«Non ci penso proprio! Potete divertirvi voi con certe pazzie, pizzi, merletti, bambini e pannolini! Io resterò single… per sempre!» ribatto, poi incrocio le dita tipo croce. «Vade retro! Sciò, sciò… strega dell’Est!»

Carol scoppia a ridere, seguita dalla timida risata di Alyson.

«Non sei divertente!» dichiara stizzita mia sorella maggiore. «Sottovaluti il tuo futuro e l’ansia di ogni sposa!»

«E tu la mia sanità mentale, V.» le faccio notare e poi, senza smettere di fare il segno della croce, esco dal suo ufficio.

È davvero matta, se pensa che un giorno mi sposerò… e poi, chi diavolo dovrei portare al patibolo con me?

Sarebbe un continuo: vieni amore, andiamo a ingabbiarci. Sai che otto coppie su dieci non arrivano ai dieci anni di matrimonio… e che alcune si fanno fuori a vicenda, anche fisicamente.

Non se ne parla.

Io non sono una masochista come James e non lo diventerò MAI!

Mai, mai, mai!

Lo giuro.

Resterò single a vita, costi quel che costi!

«Mai e poi mai, mi ridurrò come il branco di pazzi che mi circonda… lo giuro!» mormoro, infine, sedendomi alla mia scrivania.

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CAPITOLO II
Matt Robson

  • Rebelrsarmy568: Matt, dove sei? Vogliamo saperlo! Ti amiamo!
  • Sisterofthefour99: Ehi Matt, è vero che sei a New York?
  • Gingerrebel2005: Sei stupendo! <3
  • RebyXRobson: Matt, sono la pro-zia Debbie… cancella questa foto che sembri un pornodivo!

Non può averlo scritto pubblicamente, per davvero… penso, mentre rileggo.

Sì, lo ha decisamente fatto e io non posso nemmeno bloccarla!

Dannazione!

Quando raggiungi la fama, quella vera, sia online che sul tuo conto corrente… Amici, parenti, gente che nemmeno ti ricordi di aver mai incontrato in vita tua, oltre che ai fans, decide di seguirti via social media e non solo.

Di colpo, chiunque si sente intitolato di dire la sua sulla tua vita o il tuo lavoro, anche quando non ti conosce davvero.

E questa è soltanto l’ultima conferma della mia teoria.

«Non sembro un pornodivo!» mi lamento a bassissima voce, sbuffando.

Sono stanchissimo, ieri, appena atterrato in aeroporto, sono stato condotto immediatamente in palestra per allenarmi. Ho dormito tre ore scarse e ora, alle cinque del mattino, mi ritrovo di nuovo a lavorare.

Altro che foto da pornodivo, se condividessi un selfie in questo momento, i giornali commenterebbero con qualche pettegolezzo orribile. “Matt Robson sulla via della distruzione, Ricoverato d’urgenza in un centro di riabilitazione per la sua vita di eccessi”.

«Forse dovrebbe rispondere a quelle povere ragazzine…» sussurra Jane dietro di me, sbirciando i commenti alla mia ultima foto su Instagram.

«Il contratto non me lo permette» replico. «E sinceramente, preferisco che non si sappia. Ancora non abbiamo iniziato a girare.»

«Andrà tutto bene, stia tranquillo… è molto fortunato che la produzione abbia deciso di cambiare regista. Ho lavorato in passato con quello precedente e gli attori si scontravano con lui quasi ogni giorno» spettegola, per distrarmi, mentre mi acconcia i capelli.

«Almeno questo…» inizio a replicare ma lo squillo del mio telefono mi interrompe.

Controllo lo schermo e vedo la faccia da culo del mio migliore amico, Colt, con la scritta videochiamata.

Accetto malvolentieri.

«Buonasera tesoro!» dichiara subito, prendendomi in giro. «Sono il tuo bond boy!»

«L’invidia ti sta divorando il fegato… e si vede anche da qui!» scherzo, replicando alla sua battuta da idiota.

Con Colt ci conosciamo fin dalle elementari e già a quei tempi, oltre a litigare su chi fosse migliore come chitarrista tra Page e May, i discorsi avevano certi toni.

«Allora, testa di cazzo, come è la vita sul set? Conosciute le tue co-protagoniste?» domanda, sedendosi su quello che sembra il divano del salotto di casa di sua madre.

Colt e gli altri membri della nostra rock band da oggi sono ufficialmente in vacanza per quattro mesi, dopo aver concluso un mini tour per promuovere il nostro nuovo album.

Solo grazie a me.

Se non fossi qui sul set, seduto all’interno del mio trailer per girare la prima stagione di una nuova serie TV di spionaggio, Hidden lies, loro dovrebbero continuare a lavorare senza sosta al prossimo album.

«Le ho conosciute e nessuna vuole il tuo numero di telefono…» rispondo. «Ti raccomando, non dire a tua madre o alle tue sorelle dove diavolo mi trovo, come l’ultima volta. La produzione ha inserito quattro pagine in contratto con tanto di ammenda, riguardo alla segretezza di queste riprese.»

Ancora ricordo il mio ultimo viaggio alle Barbados con la mia ex. Appena sono stato beccato in spiaggia a rilassarmi, nel giro di due giorni, si è scatenato l’inferno tra paparazzi e fans.

Di certo, non voglio beccarmi una multa da parte della produzione e non voglio giocarmi l’opportunità di far qualcosa che va al di là della musica.

Per quanto siamo uniti come band, si sa che arriveremo prima o poi a un punto di rottura e io non voglio di certo ritirarmi chissà dove, quando i Rebel Brothers andranno in pensione.

Colt si sta dedicando alla produzione musicale di nuove band, gli altri stanno investendo in altri business… e io, in tutta onestà, non ho alcuna intenzione di vivere in backstage.

Il palco mi piace, la folla pure e se vado bene a qualche regista come attore, di certo non ci sputo sopra!

La porta del mio trailer si spalanca all’improvviso e Ted, il nostro manager, entra in fretta e furia. Il set è blindato ma meglio muoversi velocemente per non essere beccati dalla fotocamera di qualche infiltrato.

«Sono in video conferenza con Colt» dico, appena compie qualche passo verso di me.

«Va’ a dormire, marmocchio. Sono le due di notte dove ti trovi e qui abbiamo da lavorare!» Ted lo rimprovera subito.

«Andiamo boss, qui stavamo facendo discorsi seri! 007 non vuol dare il mio numero alla sua co-protagonista, Lidia Cross. I nostri figli sarebbero bellissimi!» Se la ride il mio amico, tanto da coinvolgere anche Jane.

«Quella povera donna non sa cosa rischia!» replica Ted, divertito.

«Di sicuro non vorrà avvicinarsi a Matt… guarda che occhiaie!» ribatte Colt.

«Vorrei vedere te, al mio posto!» gli rammento. «Ancora devo riprendermi dalla serata a Las Vegas!»

«Che magnifica notte!» sospirano Ted e Colt, probabilmente ripensando al sesso selvaggio nel club BDSM, dove siamo andati.

Osservo il riflesso di Jane nello specchio e la vedo scuotere la testa. In pochi attimi, questo trailer sembra essersi trasformato nel tour-bus dei Rebels. Non voglio immaginare una sua reazione ai nostri festini post concerto.

Probabilmente, fuggirebbe via… urlando!

«Sono passato a dirti che ti aspettano per provare le luci. Bounty sembra teso, rispetto al solito… va’ a parlarci e fattelo amico» mi suggerisce il mio manager, menzionando il regista.

«Peggio che all’asilo…» mi lamento a bassa voce, guardando il mio riflesso nello specchio. Come se nella mia vita non mi bastasse già Colt!

«Puoi andare» dichiara Jane, sistemando l’ultima ciocca dei miei capelli scuri.

Mi alzo di scatto e avverto la testa girarmi, sono stremato ma devo per ovvie ragioni arrivare a fine giornata.

«Fammi portare un caffè doppio e avverti l’assistente che mi è stato assegnato dalla produzione, di tenersi pronto a far avanti e indietro dalla caffetteria tutta la giornata» ordino a Ted che annuisce.

Anche lui è stanco quanto me, ma non dovrà lavorare tutto il giorno, ricordando le battute delle due scene di oggi.

Forse, accettare di girare senza nemmeno un paio di giorni di sosta è stata una grande cazzata.

Non vedo l’ora di aver una giornata libera per staccare la spina, almeno per qualche ora!

 

“Confetti Rock & Roll” di Aura Conte
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